Audiovideo, a piccole dosi
By Giampaolo on Tuesday 16 June 2009, 20:00 - Permalink
Contrariamente a quello che ci vuol far credere la pubblicità che ci
martella, di contenuti multimediali come video, animazioni, podcast si può
benissimo fare a meno. Si può vivere bene lo stesso, forse meglio. Comunque
sono già entrati della vita quotidiana di molti, la curiosità è il motore
principale della conoscenza e può essere divertente fare qualche prova, lo
abbiamo fatto anche noi mettendo un canale su YouTube.
Da lì, se avete tempo, se fuori piove e magari non ne potete più della TV,
oltre a vedere qualche maldestro filmato ripreso all'Oasi potete 'navigare'
usando i concetti propri del sito (iscrizioni, amici, playlist) e magari
ritrovare qualcos'altro di interessante (ma dei 'suggerimenti' che compaiono
alla fine dei nostri filmati, di quelli non siamo responsabili, sono un
automatismo che non possiamo controllare; qualcuno è buono, qualcun altro non
c'entra niente).
P.S.: Purtroppo, per quanto riguarda i 7 piccoli cigni non avremo più
occasione di far di meglio. Come forse già
sapete, 5 di loro sono stati trovati morti e degli altri due non c'è più
traccia, mentre la coppia di genitori è ancora presente. Siamo anche noi in
attesa di saperne di più.
Alcune organizzazioni, come il WWF e l'ONU, usano da tempo YouTube per
diffondere i loro messaggi. Altre, come l'Agenzia Europea dell'Ambiente,
preferiscono mettere filmati e animazioni a disposizione in un proprio Multimedia
Centre.
Vogliamo segnalare solo un paio di animazioni (testi in inglese), entrambe un
po' datate ma che proprio per questo fanno riflettere: quella prodotta da UNEP
e CBD su cosa significa il 2010
Biodiversity Target, che abbiamo già visto essere un obiettivo parzialmente
mancato che il prossimo anno sarà indispensabile riproporre, e quello prodotto
dall'UNEP nel 2005, Environment in 10 seconds, per ricordare l'impegno assunto
nel 2000 da 147 capi di stato e di governo sottoscrivendo i Millennium Development Goals, gli obiettivi di sviluppo da
raggiungere entro il 2015.
Come ricorda anche l'attuale segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon nel
videomessaggio Seal the Deal in cui invita a raggiungere un accordo
globale sul clima il prossimo dicembre a Copenhagen, queste non solo solo
faccende di governanti, è necessario il supporto e la pressione di tutti,
altrimenti non si riesce a raggiungere buoni accordi e quelli già sottoscritti
falliscono.