Indicazioni per turisti affrettati
By Giampaolo on Friday 29 May 2009, 14:50 - Paesaggi dell'Oasi - Permalink
Per milioni di italiani, l'Atlante Stradale del Touring Club Italiano è
stato il principale libro di geografia. Perfino in questi tempi di navigatori
parlanti e simili diavolerie, a tutti sono familiari queste mappe, la cui
grafica è poco mutata dagli anni del secondo dopoguerra, tardi anni Cinquanta o
giù di lì.
Geografi e urbanisti usano parlare di gerarchia urbana, concetto che
all'uomo della strada è noto attraverso il modo in cui in queste carte è
rappresentato l'interesse turistico dei luoghi. Oltre al semplice nome
del centro abitato (che per quelli più piccoli implica già una scelta, se
metterlo o non metterlo), ci sono sempre le stesse tre categorie: la località
interessante (nome sottolineato in verde), quella molto
interessante (nome bordato con un riquadro) e quella di grandissimo
interesse (nome bordato e riquadro campito in colore). E' curioso che a
partire dagli anni in cui iniziò la motorizzazione di massa nel nostro paese e
fino a poco fa, nella legenda le due categorie superiori erano integrate da un
inciso in parentesi: una località di grandissimo interesse merita un
viaggio, una molto interessante merita di essere visitata anche dal
turista affrettato.
Fin dagli anni Settanta un geografo come Massimo Quaini notava come la
'visione del mondo' che proponeva il Touring Club fosse eccessivamente
semplificata a fronte del moltiplicarsi dei modi in cui si rappresenta lo
spazio geografico e se ne ha esperienza, e quindi il ruolo del Touring Club
avesse bisogno di aggiornamenti: cosa che poi in un certo modo lentamente è
avvenuta, principalmente attraverso l'ampliamento dell'offerta editoriale. Ma
le basi cartografiche hanno resistito: nelle ultime edizioni è sparito solo il
riferimento in parentesi al viaggio ad hoc e al turista affrettato: questo però
non è sparito, anzi.
Oggi non mancano i corsi di geografia ed economia del turismo: lasciamo a loro
l'approfondimento teorico e diamo invece qualche breve indicazione all'odierno
turista affrettato che si trovasse a percorrere l'autostrada
A13, per esempio in direzione Sud, da Ferrara a Bologna (detto per
inciso, una delle più pericolose d'Italia, con continui incidenti mortali, la
settimana scorsa una neonata di tre mesi in un'auto schiacciata tra due
TIR).
Se il nostro turista ha un po' di tempo e qualche interesse per il birdwatching
può uscire al casello di Altedo, prendere a destra in
direzione San Pietro in Casale, svoltare a sinistra dopo meno di un km.
seguendo il cartello per Saletto, proseguire sulla strada che corre tra il
Canale Navile a destra e l'autostrada a sinistra per circa 3 km. Sulla destra,
subito prima del cavalcavia sull'autostrada, una strada diritta tra
gli alberi arriva fin contro l'argine del Navile. Lì si può lasciare la
macchina e proseguire a piedi oltre la stanga, passare il Navile sul Ponte della Morte e
proseguire per poche centinaia di metri, diritto verso le schermature di Via dell'Olmo oppure a
sinistra verso il capanno
piccolo (la parte superiore si vede anche passando in autostrada).
Se il paesaggio dell'Oasi non assorbe tutto il tempo disponibile (ma si può
sempre ritornare!) si può poi riprendere la strada proseguendo verso sud,
magari passando per Bentivoglio per dare un'occhiata al Castello e al Palazzo
Rosso, oppure per San Marino di Bentivoglio dove la Villa Smeraldi e il suo
parco sono la sede del Museo
della Civiltà Contadina.
Non ci si scosta mai più di un km. dall'autostrada, si può riprenderla al
casello successivo di Bologna Interporto dopo aver
fiancheggiato il canale Navile. Naturalmente si può fare anche l'inverso se si
sta viaggiando da Sud verso Nord.