Sono quelle piante, o animali, o microrganismi patogeni o meno, ma non nativi di un ecosistema, che possono determinare un danno economico o ambientale, o una minaccia alla salute umana. La loro introduzione o comunque la diffusione al di fuori dei loro habitat è una delle minacce più serie alla biodiversità. Si è calcolato che a partire dal 17° secolo hanno contribuito quasi per il 40% alla estinzione di specie animali per le quali la causa è nota.
Cosa si può fare? La prevenzione è la via maestra, ma è anche importante studiare alternative economiche dove la introduzione è volontaria o non sufficientemente contrastata, e informare ed educare sulla dimensione del problema, che non riguarda solo i paesi in via di sviluppo. E naturalmente serve la ricerca orientata alla conservazione dell'ambiente. Le aree protette sono le aree campione per studiare il problema e intervenire a salvaguardia della biodiversità, e infatti ad esse è dedicata una Guida Pratica (.pdf in inglese, 3,9 Mb) diffusa in occasione di questa giornata.
L'altra notizia di questi giorni è la Giornata Europea dei Parchi, domenica prossima 24 maggio, ma questa non ci riguarda direttamente, ahinoi. Nel centenario dell'istituzione dei primi Parchi Nazionali in Europa (in Svezia nel 1909, cui seguì nel 1914 l'Engadina, Svizzera al confine con Austria e Italia) il tema è:
I giovani - Il futuro dei nostri parchi.