A qualcuno dei lettori meno giovani il titolo di questo post ricorderà
qualcosa. Era il titolo di un convegno
organizzato dalla Regione Emilia-Romagna nel marzo del 1982 (ventotto anni fa!)
nel pieno del dibattito sui nuovi parchi che ormai sembrava inderogabile
istituire. In apertura, il Comitato per la Conservazione della Natura operante
dal 1977 aveva offerto le considerazioni scientifiche di base e illustrato le
principali opportunità in una ampia relazione presentata dal compianto prof.
Bagnaresi.
Ancora all'inizio degli anni Ottanta in Italia c'era poco più dei 4 Parchi
nazionali istituiti nell'anteguerra. Poi qui ci fu la legge regionale 11 del
1988, altre Regioni stavano facendo altrettanto, si rimediarono un paio di
Parchi Nazionali infilando commi nelle leggi finanziarie omnibus come usava
allora e infine ci fu la legge-quadro 394 alla fine del 1991: le Regioni non la
presero benissimo, poi prevalse la leale collaborazione e attualmente
il sistema delle aree naturali protette ne conta centinaia, di diverso livello
e caratteristiche. Parallelamente cresceva il sistema europeo Natura 2000, con
procedure sistematiche di classificazione della biodiversità e individuazione
di ZPS e SIC (nei parchi esistenti e fuori), e domani ZSC (Zone Speciali di
Conservazione).
Sulla efficacia dell'azione di tutela dei Parchi esistenti ogni tanto viene
sollevato qualche dubbio, e anche su questo blog ci siamo sentiti di
avvertire che quella di Parco non è un'etichetta buona a tutti gli usi, ma
presuppone una priorità della conservazione della natura che non deve essere
messa in ombra da altre finalità. Anche se non tutto va bene, nel complesso
sembra proprio di partecipare a una storia di successo, con migliaia di persone
al lavoro e una rete di competenze in continua crescita. Anche i timori che al
suo insediamento aveva manifestato la attuale Ministro dell'Ambiente sembrano
rientrati, se è vero che per la sua Sicilia sta lavorando all'istituzione di
quattro
nuovi parchi nazionali in un colpo solo.
Tuesday 9 March 2010
Il Parco è ...
By Giampaolo on Tuesday 9 March 2010, 12:00
Saturday 6 March 2010
Capinera
By Giampaolo on Saturday 6 March 2010, 11:00
La capinera (Sylvia atricapilla) è tra i piccoli uccelli più
conosciuti, soprattutto per il canto. Quando si ha l'opportunità di vederla
(queste foto sono di martedì scorso al Casone del Partigiano) si può scoprire
che non necessariamente ha il capo nero. In effetti, solo il maschio adulto fa
onore al suo nome, la femmina e i giovani (fino a tutto il 1° inverno) sono
come nella foto. In questa occasione non abbiamo sentito exploit canori di
questa specie, ma ormai la stagione è propizia. Nonostante la pioggia e una
possibile gelata di ritorno c'è grande agitazione tra le gemme che si stanno
aprendo (qui un luì
piccolo).
Il riconoscimento al canto è molto importante per censire i passeriformi. Non
tutti gli uccelli usano la voce allo stesso modo. Di solito si distingue il
verso di contatto (p.es. il Chiff-chaff dei luì, che peraltro
presenta già sottili differenze fra le diverse specie e sottospecie di questa
famiglia) dal canto vero e proprio, di solito proprio dei maschi nella
stagione riproduttiva. A seconda della specie il canto può essere anch'esso
limitato a poche note, o molto elaborato e melodioso come appunto nel caso
della capinera, del merlo o dell'usignolo. Per di più alcune specie, anche
comuni come lo storno e la cannaiola verdognola, sono addirittura in grado di
imitare il canto di altri uccelli.
Come per la fotografia, per chi vuol diventare un esperto oggi la vita è più
facile di un tempo, esistono registratori digitali molto pratici a un prezzo
relativamente basso, raccolte di canti su CD, oltre a tante risorse sul web: ci
limitiamo a segnalare questo articolo introduttivo pubblicato tempo fa sui Quaderni
di Birdwatching a cura dalla associazione EBN Italia.
Intanto all'Oasi la migrazione è in corso: puntuali come orologi, il 1° marzo
sono comparse le
marzaiole.
Wednesday 3 March 2010
Una terra salvata? Magari ...
By Giampaolo on Wednesday 3 March 2010, 18:30
Sono pochi i Comuni (specie piccoli o
medi) che hanno avuto la sensibilità di ricostruire la storia della propria
pianificazione territoriale attraverso i documenti. San Pietro in Casale lo ha
fatto con il libro La terra salvata. San Pietro in Casale
nello sviluppo metropolitano 1945-2007, e il risultato meriterebbe
certamente di essere più conosciuto di quanto lo consenta una edizione fuori
commercio, destinata a restare nel giro degli addetti ai lavori.
Chiariamo subito che lo scetticismo che traspare dal titolo di questo post non
riguarda la giustezza o meno della tesi che emerge (una terra salvata grazie
alle politiche urbanistiche e alla pratica della pianificazione territoriale).
Su questo la discussione è inevitabilmente lunga e complessa, qui diamo solo
qualche spunto ma alla fin fine siamo abbastanza d'accordo; del resto qualche
buona sensazione (o meno peggiore di altrove) la si ha anche solo passando da
queste parti. Il fatto è che come assicurazione per il futuro non basta, nessun
risultato del genere è conseguito una volta per tutte; e meno che mai ci si può
fidare di una etnica saggezza della gente di pianura: bisogna
continuare a lavorare sodo all'altezza dei problemi, non c'è alternativa.
Monday 1 March 2010
L'Ora della Terra
By Giampaolo on Monday 1 March 2010, 10:45
Dopo l'esito deludente del vertice di Copenhagen, continuiamo a chiedere obiettivi concreti e davvero consistenti di riduzione delle emissioni di gas serra. Per il terzo anno consecutivo, il 27 marzo dalle 20,30 tutto il pianeta si spegnerà per un'ora nel grande evento mondiale organizzato dal WWF: l'ora della Terra. Milioni di persone, anche quest'anno, spegneranno le luci per chiedere di essere ascoltati. Dalla risposta dei leader mondiali dipende il destino di tutta l'umanità.
Friday 26 February 2010
Partenze e arrivi
By Giampaolo on Friday 26 February 2010, 11:00
All'Oasi in questi giorni c'è molta agitazione, specie quando il sole
comincia a scaldare un po' l'aria. Gli svernanti se ne vanno, i nidificanti si
stanno già dando da fare, cominciano a vedersi limicoli di passo. E' già
partito il grosso delle oche selvatiche; quest'inverno si sono attestate
mediamente tra le 400 e le 500, un po' meno del picco registrato l'anno scorso
ma con una presenza costante, anche notturna.
L'anno scorso in questi giorni vedemmo per l'ultima volta dell'inverno
la cicogna nera; quest'inverno è tornata, si è vista saltuariamente; siamo
quasi certi che sia lo stesso individuo che sverna in zona da cinque anni,
anche se ora si muove in un'areale più vasto. Invece si è vista con continuità
la giovane gru, che ormai dà segni di impazienza.
Ieri
mattina era sull'isola in fondo alla vasca della Morte, si è schiarita la voce
ed è partita in volo sopra le vasche, avanti e indietro per poi iniziare larghi
cerchi sopra i campi; la termica non era sufficiente a sostenerla, doveva
battere le ali, è salita solo un po' poi si è lasciata scivolare di nuovo verso
Sud; ma da un giorno all'altro potremmo non trovarla più. Ai bordi della vasca
c'erano anche due cicogne
bianche, di quelle che hanno già occupato di nuovo i nidi intorno alla
Rizza.
Vicino al capanno piccolo la coppia di cigni reali sembra interessata al posto
dove fece il nido due anni fa, e anche una coppia di svassi in livrea non
ancora perfetta accenna i primi riti del corteggiamento. I primi limicoli sono
alcune avocette in più che si sono aggregate al gruppo svernante, portando la
consistenza attuale oltre i 40 individui, e alcuni beccaccini; ma pittime,
combattenti e altri limicoli di passo sono già segnalati poco lontano da
qui.
Una curiosità di questi giorni è la livrea riproduttiva dei cormorani, più
marcata in alcuni individui che mostrano un piumaggio bianco anche sul collo.

Tuesday 23 February 2010
Il nucleare di Obama
By Giampaolo on Tuesday 23 February 2010, 11:30
Anche negli Stati Uniti le contraddizioni non mancano. Mentre la
municipalità di New York, a guida repubblicana, promuove il risparmio
energetico dando l'impressione di rincorrere il programma verde con
cui Obama si era presentato all'America, questi si butta dall'altra parte
riavviando la costruzione di centrali nucleari che era ferma da 30 anni;
per ora con due reattori nello stesso sito, costosissimi.
Ovviamente la notizia dà fiato a quei pochi ma potenti che le vogliono anche in
Italia (purché lontane da casa propria), ma forse è il caso di ricordare
qualche differenza di geografia (fisica e umana): gli Stati Uniti hanno una
popolazione 5 volte maggiore dell'Italia, ma su un territorio oltre 30 volte
maggiore: nel quale è enormemente più facile, quindi, trovare siti (per
l'impianto e per le scorie) abbastanza lontani dalle case e con un profilo
geologico che dia un minimo di garanzie, e lo stesso dicasi dei
percorsi per il combustibile e le scorie.
A proposito della scelta di Obama, occorre anche considerare che la politica
americana mette sempre al centro la politica estera e il ruolo degli USA nel
mondo. Nel nucleare distinguere gli sviluppi civili da quelli militari è
difficilissimo, anche tecnicamente: se è vero per l'Iran, è vero anche per
tutti gli altri.
E infine c'è da notare la motivazione che ha dato il presidente USA: il
nucleare, rispetto al carbone, consente di tagliare i gas
serra. Già, ma a che prezzo e con quali alternative? In ogni caso,
almeno si conferma che il riscaldamento climatico è un problema, dopo le
sottovalutazioni del passato e con i negazionisti alla ricerca di nuovi
pretesti.
In compenso in Germania il governo Merkel rallenta la dismissione delle
centrali nucleari attive ma conferma che abbandonerà il nucleare al più tardi
entro il 2030, quando prevede di produrre il 40% del fabbisogno di energia con
fonti rinnovabili (e là c'è meno sole che da noi ...)
Saturday 20 February 2010
Brucia calorie, non elettricità
By Giampaolo on Saturday 20 February 2010, 14:00
Il manifesto riprodotto qui sopra sarà affisso per le strade di New York
come parte di una campagna per incoraggiare l'attività fisica e combattere
l'obesità, che là viene definita l'epidemia a più rapida
diffusione del nostro tempo. D'altra parte sono noti gli enormi consumi
energetici degli USA, in particolare nelle aree urbane fitte di quei
dispendiosissimi villaggi verticali che sono i grattacieli (ci ricordiamo al
proposito un bel servizio TV di Alberto Angela).
Certo, nel mondo sono molti di più quelli che hanno il problema opposto ... ma
visto che anche noi ci stiamo americanizzando velocemente, non è male guardare
ogni tanto cosa viene di là. Piccole cose, forse, come il fatto che la
municipalità stia diffondendo un manuale chiamato Active Design
Guidelines, per creare edifici, strade e spazi urbani più sani. La
recensione sul sito della associazione di architetti di New York (a cui rimanda
il link della figura qui sopra) dice che questo manuale colpisce per le sue
caratteristiche di buon senso: niente di nuovo, di particolarmente radicale,
tutte cose che a un professionista possono sembrare ovvie ma che anche là non
si fanno, e lo si può vedere guardandosi intorno. E infatti cercano una
nuova definizione di città sostenibili. Forse anche là, come qui, i
professionisti non sono cercati per capire meglio, per riflettere sul senso di
quello si sta facendo, ma per abbellire a cose fatte, per stupire, per evadere
dalla realtà.
Se la mettiamo sul piano della salute, qui avremmo ancora un po' di margini per
fare prevenzione senza americanate.
Wednesday 17 February 2010
Un corso per riconoscere gli uccelli acquatici
By Giampaolo on Wednesday 17 February 2010, 12:45
Le riconoscete? Sono alzavole, fotografate all'Oasi da Paolo Taranto una
ventina di giorni fa. Non sempre è altrettanto facile riconoscere una specie
dall'altra, specie al volo, e ancor meno facile è stimarne il numero
da un fugace passaggio. Eppure, se si vuole che le proprie rilevazioni siano
utili anche ad altri bisogna essere precisi - ci sono piccoli 'trucchi', e può
anche essere anche divertente.
La finalità scientifica è comunque lo scopo principale del Corso per
Censitori di Uccelli Acquatici organizzato dall'Associazione degli
Ornitologi dell'Emilia-Romagna. Non si tratta quindi di un corso generico di
birdwatching, è necessario un minimo di preparazione di base, che però sarà
rinsaldata da lezioni teoriche e allenata anche con esercitazioni, in cinque
serate che per la Provincia di Bologna si tengono proprio da noi alla Rizza, a
partire dal prossimo 24 febbraio. Sulla pagina dell'Associazione ci sono tutti i riferimenti per chi è
interessato a partecipare, e le altre sedi in cui si tiene. Il corso è gratuito
per i soci AsOER e per il personale delle pubbliche amministrazioni che
collabora alle rilevazioni, mentre agli altri partecipanti si richiede un
contributo di 30€.
Il corso è preparatorio alla prova di abilitazione (presso l'ISPRA) ai
censimenti IWC. Come abbiamo spiegato qui, questi censimenti invernali sono una
iniziativa internazionale per cui è necessaria la verifica di una conoscenza
adeguata - ma l'abilità che si acquisisce può tornare utile in altre occasioni:
per esempio il censimento mensile all'Oasi (qui quello di febbraio), che disponendo di un numero
sufficiente di rilevatori qualificati si potrebbe rendere più frequente nelle
aree più importanti, integrandosi con quello mensile che è stato per molti il
battesimo del birdwatching.
Intanto segnaliamo che nella pagina dei Documenti la Check-list degli uccelli dell'Oasi è
stata aggiornata all'inizio di Febbraio 2010 a cura di Dante Bonazzi.
Sunday 14 February 2010
Le tigri di Sumatra e i gatti del Casone
By Giampaolo on Sunday 14 February 2010, 09:00
Oggi 14 febbraio per il calendario cinese comincia l'Anno della Tigre, e il
WWF ha scelto proprio questo giorno per lanciare una nuova campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi per
salvare dall'estinzione questo splendido animale, uno dei più minacciati del
pianeta: campagne come questa sono la principale ragione di esistenza del WWF,
e sul sito potete trovare informazioni dettagliate.
Fonte: http://caturday.tumblr.com
Ci sarà certamente occasione di riparlarne, ma intanto spendiamo due parole
sulle beghe locali, che nei giorni scorsi si sono riaccese intorno alla
questione dei gatti del Casone. E' una comunità felina che c'è sempre
stata, più o meno numerosa: ora sono cresciuti fino a oltre una decina.
Facevano compagnia a chi veniva a fare un po' di manutenzione o anche solo a
fare un giro da queste parti: anzi, per anziani e non, arrivare al Casone per
andare a trovare i gatti, magari con qualche avanzo di cibo, era (ed
è) una scusa per muoversi un po' e fare un giro in campagna, e al tempo stesso
dare un'occhiata a quello che succede intorno a questo posto isolato.
Non che corrano il rischio di morire di fame, anzi, semmai la loro salute è
minacciata dall'eccesso di croccantini che alcuni loro affezionati amici
portano tutti i giorni, con qualsiasi tempo. Il rischio più grosso che corrono
è quello di essere sbaraccati da qui, dove stanno benissimo, perché, come si è
detto anche per i gatti della Rizza, sarebbero una minaccia per la fauna
selvatica di questo pezzo di pianura padana, neanche fossimo nella giungla
di Sumatra. Vediamo un po' meglio.
Thursday 11 February 2010
Agricoltura, il tempo delle scelte
By Giampaolo on Thursday 11 February 2010, 20:15
Il 2010 non è solo l'Anno Internazionale della Biodiversità: in Europa sarà
anche l'anno in cui bisognerà cominciare a mettere sulla carta il futuro della
Politica Agricola Comune, che è scritta solo fino al 2013.
Quasi vent'anni fa, un professore di Bologna iniziava proprio con l'agricoltura
le sue lezioni di economia per tutti, prima in TV poi in un agile libretto
intitolato Il tempo delle scelte, e nelle prime
pagine scriveva:
Quasi due terzi di tutto il bilancio comunitario sono sempre stati
destinati a sostegno dei prezzi agricoli, ai sussidi agli agricoltori, cioè
quella che chiamiamo la Politica Agricola Comune (PAC) ... le risorse ... del
bilancio comunitario, ammontano ancora oggi (1991) al 51%
circa.
Tutto il resto del bilancio europeo, tutto il resto delle spese - e cioè
politica della ricerca, politica regionale, politica sociale, politica dei
trasporti ecc. - assorbe solo una minoranza delle risorse complessive. Si
potrebbe dire scherzosamente che la CEE è oggi come una "grande mucca", perchè
tutto è agricoltura. Naturalmente qui nascono i problemi, perché gli
agricoltori in Europa non sono tutti uguali ...
E neanche in Italia, se è per quello ...
Il seguito della storia è noto:
Monday 8 February 2010
M'illumino di meno
By Giampaolo on Monday 8 February 2010, 20:25
Venerdì prossimo 12 febbraio edizione 2010 della iniziativa per il risparmio energetico lanciata dalla trasmissione Rai Radio Due Caterpillar. In linea con il successo crescente degli anni scorsi, si annunciano tante adesioni di istituzioni, associazioni e privati cittadini.
Interporto di Bologna, 27 dicembre 2009
Bene, spegneremo la luci di troppo in casa e chiederemo incentivi alle energie pulite, ma come regolarsi con chi non ne vuole sapere ed è responsabile di scelte che pesano più di migliaia di utenze domestiche? E con chi rilancia il nucleare sperando così di far costar meno l'energia, per poterne poi sprecare allegramente? Va di moda la limitazione del danno, bisognerebbe anche darsi da fare perché questi si dedichino ad altre attività meno dannose per il nostro futuro ...
Friday 5 February 2010
Ornitologi e birdwatchers
By Giampaolo on Friday 5 February 2010, 09:15
Gli uccelli acquatici sono l'attrazione principale della nostra Oasi, anche
se qui insistiamo spesso sul fatto che non sono l'unica ragione per cui vale la
pena di salvaguardare questo territorio. Abbiamo anche insistito spesso sul
fatto che la tutela di un'area è efficace se qualcuno si prende a
cuore l'area stessa, se intorno ad essa si creano comunità di interessi, e
certamente la maggior parte dei frequentatori della nostra Oasi è interessata a
vedere e magari a fotografare gli uccelli acquatici.
In molti di loro prevale la passione per la fotografia: in alcuni casi più
specifica (quella che una volta si chiamava caccia fotografica), in
altri casi estesa alla macrofotografia o ai paesaggi. I fotografi sono sempre
stati ben organizzati, all'inizio intorno a riviste e circoli fotografici, poi
anche su Internet, nei forum o con propri siti web. Allo stesso modo dei
fotografi, non tutti quelli che vengono per osservare gli uccelli hanno il
medesimo atteggiamento: c'è chi è interessato a osservazioni sistematiche, chi
alle rarità, chi semplicemente si gode la natura. Spesso un 'tipo' di
frequentatore evolve in un altro, e certuni non sono nemmeno interessati ad
identificarsi in un 'tipo'. In ogni caso, ci è sembrata molto utile e ben
documentata la voce Birdwatching della Wikipedia inglese, della quale traduciamo
solo qualche definizione.
Birdwatching, ovvero birding, è l'osservazione e lo studio
degli uccelli a occhio nudo o con strumenti di ingrandimento visivo come i
binocoli. Il birding spesso comprende una significativa componente uditiva,
poiché molte specie sono più facilmente scovate e identificate a orecchio
anziché a occhio. La maggior parte dei birdwatchers praticano la loro attività
per ragioni ricreative o sociali, a differenza degli ornitologi, che
sono impegnati nello studio degli uccelli con metodi scientifici più
rigorosi.
Il termine twitcher, qualche volta erroneamente applicato come
sinonimo di birder, è riservato a coloro che fanno lunghi viaggi per vedere
uccelli rari che poi sono 'crocettati' o spuntati su una lista ... Il twitching
è molto sviluppato in Gran Bretagna, Olanda, Danimarca, Irlanda, Finlandia e
Svezia ... Le occasioni di twitching più popolari in Gran Bretagna hanno
richiamato una folla notevole. Per esempio, un gruppo di 5000 persone si recò
nel Kent per vedere una Parula alidorate (Vermivora chrysoptera)
...
E tu, che animale
sei ? 
Per ritrovarsi con altri che condividono lo stesso modo di vedere, le
occasioni non mancano. Oltre al WWF, ci sono altre associazioni più o meno precisamente connotate:
dalla LIPU, federata italiana
di Birdlife International
('casa madre' per ornitologi e birdwatchers), a EBN Italia (EuroBird Net,
associazione di birders in cui sono attivi anche ornitologi e twitchers), all'
ASOER, per gli
emiliano-romagnoli che sono o si sentono ornitologi.
E' importante sostenere una (o anche più d'una) di queste organizzazioni, che
danno voce a chi vuole osservare la natura in santa pace.
Tuesday 2 February 2010
L'Italia a rischio caccia
By Giampaolo on Tuesday 2 February 2010, 11:00
Oggi è il World Wetlands Day, e parleremmo volentieri di questi
ambienti naturali importantissimi dove ci piace andare, ma per la protezione
della natura in Italia in questo momento c'è qualcosa di molto più urgente, pur
cui val la pena di spendere un po' di attenzione. Mettiamo volentieri questo
blog a disposizione della battaglia contro 'caccia selvaggia': siamo convinti
che quel che è successo venerdì al Senato non debba succedere in un paese che
si dice civile, per il modo non meno che per la sostanza delle norme approvate.
E se malauguratamente succede, com'è successo, domani si dovrà tornare alla
ragionevolezza, spendendo tempo e fatica per rimediare ai danni.
La premessa è nota: la legge 157 che regola l'esercizio della caccia, fin
troppo permissiva ma che è stata largamente accettata dal 1992 a oggi come
punto di equilibrio, non piace alla parte più oltranzista dei cacciatori, che
ha promosso una serie di modifiche per poter cacciare di
più.
Ragionando pacatamente è oggettivamente difficile dimostrare che cacciare di
più è un bene per la società, tanto da impegnare il Parlamento a fare una nuova
legge in tal senso. Anzi, proprio perché in Italia si caccia troppo e male, nei
confronti del nostro paese si è aperta in Europa una procedura di infrazione,
che applicando le regole europee potrebbe concludersi con multe salate. Pare
che queste si possano ancora evitare (forse) con norme più rigorose:
l'occasione potrebbe essere la cosiddetta Legge Comunitaria che il
Parlamento approva ogni anno per regolare diversi rapporti tra l'Italia e
l'Unione Europea. E qui scatta l'italica furbata: dopo che la
legge è già stata approvata alla Camera, al Senato si farcisce il testo
approvato con nuovi ingredienti, alcuni che vanno nella direzione di cui sopra
al solo prezzo di un po' di confusione; ma tra gli ingredienti se ne infila
anche uno assolutamente indigesto, anzi decisamente velenoso: la deroga ai
periodi in cui si può andare a caccia di avifauna. Non lo si può fare
direttamente, perciò con questa norma 'si dà facoltà' di farlo alle
Regioni.
Come dire: vai avanti tu che mi scappa da ridere. A proposito: vi eravate persi
gli spot dell'Ente Nazionale Protezione Animali ? Eccone
uno e un
altro (.mp3, 30 secondi ciascuno).
Saturday 30 January 2010
Uccelli migratori e Zone umide, iniziative nel mondo
By Giampaolo on Saturday 30 January 2010, 08:30 - Eventi
Vi ricordate questo post del maggio scorso? Tra le iniziative della Giornata
Mondiale degli Uccelli Migratori (WMBD), che aveva come tema gli ostacoli alla
migrazione, c'era un concorso di disegni per bambini e ragazzi di tutto il
mondo. Sono stati scelti i finalisti nei tre gruppi 5-8 anni, 9-12 anni e 13-16
anni e poi i vincitori. Il disegno qui sotto, uno dei finalisti, è di Nikita
Gabdulin, un bambino di 7 anni del Kahzakhstan. Cliccandoci sopra potete andare
alla pagina in cui sono riprodotti i premiati e poi vedere le tre slideshow con
tutte le opere. 
La Giornata Mondiale degli Uccelli Migratori ci sarà anche quest'anno in
maggio, ma già martedì prossimo 2 febbraio, anniversario della
firma della Convenzione di Ramsar), ci sarà come ogni anno la Giornata Internazionale delle Zone Umide. Abbiamo messo il
promemoria nella colonna qui a destra, il link rimanda alla pagina web
preparata per l'occasione dal Segretariato della Convenzione di Ramsar (in
inglese) dove sono disponibili materiali per questo WWD
2010 (World Wetlands Day), con l'invito a prendersi cura delle zone
umide, che oltretutto sono anche una risposta ai cambiamenti climatici.
Dopo il nulla di fatto di Copenhagen il problema resta più che mai aperto, e se
ne sentono di tutti i colori, come il ritorno al nucleare. Ma anche restando
fermi sulle energie rinnovabili come il sole e il vento ci possono essere
problemi: in particolare l'eolico può causare problemi alle migrazioni, come
appunto mise in evidenza il WMBD dell'anno scorso. Si può fare molto per
evitare di porre la questione nei termini rozzi del tipo "uccidono più uccelli
le pale eoliche o i cambiamenti climatici?", studiando bene come (e dove) le
soluzioni per la produzione di energia interferiscono con la vita degli animali
selvatici, e abituandosi a valutare le alternative. In generale è quanto sta
facendo BirdLife International, in particolare per mezzo della sua afferente
americana Audubon Society (l'equivalente della LIPU), come ci ricorda questa notizia di apertura d'anno.
Qui di fianco vedete anche che il logo dell'Anno Internazionale della
Biodiversità è scaravoltato, cliccateci sopra e capirete perché.
Thursday 28 January 2010
Luna piena di gennaio, sabato all'alba
By Giampaolo on Thursday 28 January 2010, 11:05
La luna piena sarà alla fine della notte tra venerdì e sabato. Le previsioni dicono nuvoloso, quasi certamente gelo, e gli animali non saranno così attivi come un paio di lune fa, quando sono state fatte queste riprese. Ma il ciclo delle stagioni si avverte con l'allungamento delle giornate, basta un po' di sole e l'Oasi si anima.
Tuesday 26 January 2010
Povera gru solitaria!
By Giampaolo on Tuesday 26 January 2010, 15:45

Lo ha seguito con lo sguardo finché ha potuto, poi è tornata alle sue occupazioni di svernante. Ancora qualche giorno di freddo e gelo, poi speriamo che l'istinto l'aiuti a trovare la strada giusta per unirsi ai suoi simili che si stanno già spostando dai quartieri di svernamento (su questa mappa v. in particolare i siti di Gallocanta, in Spagna, e Lac du Der, in Francia). Quest'inverno le segnalazioni sono state molte anche in Italia, riportate su quest'altra mappa.
Saturday 23 January 2010
La regina dell'Oasi
By Giampaolo on Saturday 23 January 2010, 19:45 - Fotografia all'Oasi
Oppure il re? In effetti non lo sappiamo, certo è che la giovane gru
segnalata per la prima volta l'8 novembre, femmina o maschio che sia, è stata
l'osservazione più ambita e il soggetto più fotografato di quest'inverno
all'Oasi, nonostante non fosse sempre pronta a mostrarsi. Anzi, proprio questo
ha stuzzicato i frequentatori e i fotografi, e ha attivato il passaparola, con
soddisfazione di molti e alcuni risultati eccellenti, come gli scatti di
Roberto Cobianchi che pubblichiamo qui.
Questa immagine in particolare ci fa riflettere. Roberto si è chiesto: ma
non correrà dei rischi con quei teli e quella plastica? Abbiamo pensato che non
è il caso di essere troppo apprensivi, rischi del genere un animale in natura
li trova un po' ovunque, ce ne sono di ben peggiori. Però è vero: chi mai ci
pensa, a cosa può danneggiare gli animali selvatici? Anzi, tutta la nostra
tradizione agricola ci parla di come tenerli lontani, i selvatici, o al più di
come attirarli per catturarli. Se oggi invece ci fa piacere vederli (e anche
senza vederli ci fa piacere sapere che ci sono perché vuol dire che l'ambiente
è in salute), non dobbiamo forse fare più attenzione a quel che lasciamo in
giro, compresa l'onnipresente plastica e i veleni di vario genere?
Per fortuna, da noi non si sono più ripetuti i casi sciagurati di avvelenamenti
deliberati, ma ogni tanto da qualche parte succede ancora, ed è bene tenere
viva l'attenzione anche su questi rischi. Perciò approfittiamo di questa
occasione per segnalare il sito del Progetto LIFE
Antidoto, una collaborazione italo-spagnola, dove sono pubblicate tra
l'altro le relazioni, molto interessanti e utili, del workshop Strategia contro l’uso del veleno in Italia tenuto
nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga l'11 dicembre
2009.
P.S.: Oggi nel primo pomeriggio la gru era a spasso per Via dell'Olmo, come si può vedere da questo filmato.
Thursday 21 January 2010
IWC - Censimento degli Uccelli Acquatici
By Giampaolo on Thursday 21 January 2010, 12:00 - Censimenti dell'avifauna
Ormai da molti anni, nel mese di gennaio si rinnova il tradizionale
appuntamento con il Censimento Internazionale degli Uccelli
Acquatici (IWC) in tutte le zone umide adatte,
compresa la nostra Oasi.
E' una delle principali fonti di conoscenza delle popolazioni di avifauna, e si
svolge secondo modalità omogenee e standardizzate, con il coordinamento di una organizzazione internazionale
(Wetlands International) a cui fanno capo i referenti nazionali - per l'Italia
l'ISPRA (ex Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica). Gli scopi e una sintesi
dei risultati (un po' datata, per la verità) sono a questa
pagina di un sito in italiano che l'allora INFS creò un po' di tempo fa per
far circolare qualche informazione su questo ed altri progetti.
In sintesi, le zone umide significative (ne esiste una lista) vengono
controllate in una specifica giornata da squadre di rilevatori abilitati di
provata esperienza; sono contati tutti gli uccelli delle specie che interessano
(anche di queste esiste una lista) e i dati raccolti su apposite schede vengono
poi validati e riepilogati. Come in ogni censimento, lo sforzo principale degli
organizzatori è quello di garantire la qualità dei dati, che solo in
piccolissima parte possono essere rilevati da ornitologi professionisti; pur
con l'apporto dei volontari e delle loro associazioni, e spesso delle
Amministrazioni Provinciali e dei Parchi (dove esistono), è impossibile coprire
tutte le zone in un giorno solo, perciò i rilevatori ed eventuali collaboratori
con funzioni logistiche sono di fatto impegnati per diversi giorni, in un arco
di tempo il più possibile ristretto. Assai più lunga e complicata è la fase di
trattamento e circolazione dei dati, e questo è un problema non piccolo
specialmente oggi che le tecnologie consentono il tempo reale o quasi.
In compenso, la certificazione dei rilevatori tramite un apposito esame,
eventualmente preceduto da fasi di preparazione cui collaborano le
associazioni, ha una sua utilità che va al di là di questo scopo specifico:
l'affidabilità delle informazioni fornite dai rilevatori è di aiuto alla
conoscenza dell'avifauna anche anche al di fuori dei giorni di censimento, e su
questa base si possono innestare rilevazioni di maggior dettaglio.
Ad esempio, per iniziativa di Dante Bonazzi nella nostra Oasi partì anni fa il
censimento mensile dell'avifauna, di cui nell'aprile scorso abbiamo pubblicato
la tabella di riepilogo quinquennale accessibile dalla sezione Documenti qui a lato, e di cui
pubblichiamo qui di seguito seguito la rilevazione di questo mese valida per il
censimento IWC.
Questo censimento mensile è molto apprezzato, non solo nell'ambiente degli
ornitologi e dei birdwatchers, e viene da quest'anno pubblicato regolarmente
sul sito del gruppo fotografico Flickr Bentivoglio e
dintorni. Nella home page del sito ci sono anche le mappe per raggiungere
l'Oasi e per muoversi al suo interno e nei dintorni, che abbiamo linkato anche
qui a lato.
Monday 18 January 2010
Perché non studiare archeologia
By Giampaolo on Monday 18 January 2010, 20:00
Nel 1979, Andrea Carandini apriva la seconda edizione del suo
Archeologia e cultura materiale (sottotitolo:
Lavori senza gloria nell'antichità classica, pubblicato nella collana
Dissensi dell'editore De Donato) raccontando di suoi giovani
collaboratori alle prese con un lavoro sul campo, un'indagine sui campi
della Maremma. Quella indagine, a cui avrebbero collaborato studiosi
anglosassoni portatori di un approccio molto diverso da quello prevalente da
noi in quegli anni, sarebbe stata pubblicata compiutamente solo nel 2002 col
titolo di Paesaggi d'Etruria, ma pur nelle sue
restituzioni parziali è stata ed è tuttora il prototipo per molte delle più
importanti ricerche sul campo da allora ad oggi.
Il Dissenso di Carandini, oltre che dedicato fin dalla prima
edizione del 1975 alla memoria di Ranuccio Bianchi Bandinelli, era in molti
punti un confronto, rispettoso ma senza nascondere la distanza, con le sue
posizioni teoriche, considerate comunque tra le più accettabili e feconde tra
quelle in circolazione. Quel dibattito, di cui risuonano ancora gli echi, non
può prescindere da una circostanza pratica: Bianchi Bandinelli in tutta la sua
carriera di 'archeologo come storico dell'arte classica' non aveva mai scavato,
se si eccettua una breve esperienza a Sovana alla fine degli anni Venti. Si può
ben essere storici dell'arte studiando a tavolino solo quel che altri hanno
trovato, ma almeno dall'ultimo quarto del Novecento, proprio in virtù di quella
'rivoluzione' di cui Carandini si fece paladino in Italia, non si può dire di
essere archeologi senza l'esperienza diretta del cantiere di scavo, senza
vedere di persona come i resti del passato si sono degradati e mescolati negli
strati successivi, senza l'esperienza quotidiana di scelte talvolta 'obbligate'
ma sempre irreversibili.
Il lavoro dell'archeologo, per produrre il suo risultato distrugge per sempre
le stratificazioni che indaga, e questo, così come era chiaro negli scritti di
Bianchi Bandinelli, è ben chiaro fin dalle prime lezioni dei corsi odierni, col
relativo richiamo alla responsabilità culturale verso la comunità scientifica e
verso i posteri. E' sufficiente, questo richiamo? Oppure - anche se oggi non
confondiamo più lo scavo archeologico con lo 'sterro' intorno all'opera d'arte
- rischiamo comunque che tra un paio di generazioni le nostre campagne di scavo
siano ricordate come l'opera di tecnologici predoni?
Friday 15 January 2010
La specie (minacciata) del giorno
By Giampaolo on Friday 15 January 2010, 07:30
L'Anno Internazionale della Biodiversità è iniziato ufficialmente, se ne
comincia a parlare, ci sono già molte iniziative che vogliono diffondere questo
messaggio.
Il WWF, che è una organizzazione internazionale, lancerà la sua 'Global Tiger Initiative' il 14 febbraio, giorno in cui
secondo il calendario cinese inizia l'Anno della Tigre: un
animale splendido, circondato da una complessa mitologia, il cui habitat è
sempre più ridotto, oltretutto minacciato da abbattimenti per alimentare il
traffico illegale di prodotti derivati dal suo corpo.
La coscienza che abbiamo una sola Terra e che perciò anche quello che succede
nella giungla di Sumatra ci riguarda, è una delle costanti dei messaggi di
quest'anno. Anche da noi ci sono state persecuzioni ai limiti dell'estinzione,
ben oltre le ragioni della difesa personale e dei propri beni: sono abbastanza
studiate dagli storici quelle nei confronti dei lupi, per esempio ad opera di
Gherardo Ortalli. Ma anche della tradizione che ha visto
sterminare i rapaci in nome della 'lotta ai nocivi' si possono trovare
documenti in molti archivi comunali sparsi per l'Italia.
Riflettere sulle specie minacciate vuol dire anche riflettere sui comportamenti
umani, oltre che sforzarsi di comprendere meglio i meccanismi biologici. Perciò
abbiamo messo qui a lato il riquadro con l'iniziativa della IUCN (Unione
Internazionale per la Conservazione della Natura) per questo 2010: ogni giorno
ci sarà l'immagine di una specie minacciata diversa, e cliccando si accede alla
scheda .pdf di una pagina con le informazioni su quella specie e sul suo status
conservazionistico.
La IUCN infatti pubblica e tiene aggiornata la famosa Lista
Rossa delle specie in pericolo, che non è solo un arido elenco, ma uno
strumento complesso che serve a tenere sotto controllo le principali minacce di
estinzione. Questo compito storico è stato recentemente potenziato con un sito web dedicato (in
inglese) per cui esiste anche un manuale d'uso (.pdf,
2,47 Mb) e un tutorial filmato YouTube di una decina di minuti.
La IUCN ha anche un Comitato italiano con un suo sito web, che contiene
informazioni e Documenti scaricabili, tra cui lo schema della presentazione di
Giuseppe Bogliani al congresso di Federparchi del 2006 dal titolo: Le aree
protette per la conservazione della biodiversità: dati empirici e necessità di
monitoraggi.
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